Pool Industriale ha incontrato Daniele Tosello, di Tomolpack, per approfondire la progettazione su misura degli imballaggi in un’azienda che fa della precisione sartoriale, della sostenibilità e dell’efficienza logistica i suoi pilastri strategici.
Tomolpack sta vivendo una fase di profonda trasformazione strutturale. Quali sono le novità principali per quanto riguarda la vostra capacità produttiva?
Tomolpack sta vivendo una fase di profonda trasformazione strutturale. Siamo nel pieno di importanti cambiamenti volti a potenziare l’efficienza della nostra capacità operativa. Attualmente disponiamo di una superficie coperta di 8.500 mq e stiamo ristrutturando un vecchio sito industriale, abbandonato da oltre vent’anni, con l’obiettivo di unificare i due attuali poli produttivi di Sesto e Inveruno. Questo investimento strategico ci permetterà di ottimizzare la produttività e la gestione logistica, traducendosi in un servizio nettamente migliorativo per i nostri clienti.
Siamo nel pieno di importanti cambiamenti volti a potenziare l’efficienza della nostra capacità operativa.
Vi distinguete sul mercato per un approccio che definite da “sarto su misura”. In cosa consiste concretamente il vostro lavoro di co-progettazione con il cliente?
Essere un “sarto dell’imballaggio” significa risolvere problemi tecnici complessi e ricorrenti. Il nostro team specializzato lavora in stretto co-design con il partner: effettuiamo test e prove congiunte per individuare la soluzione ideale. Questo meticoloso lavoro di analisi ci permette di selezionare il materiale più idoneo per l’attività del cliente, ottimizzandone quantità e spessori. Il risultato è un duplice vantaggio: l’efficientamento dei consumi e la riduzione dell’impatto ambientale degli imballi all’interno del sistema di riciclo.
Essere un “sarto dell’imballaggio” significa risolvere problemi tecnici complessi e ricorrenti.
Le vostre soluzioni sono state scelte per progetti di rilevanza nazionale. Può raccontarci qualche caso studio significativo?
Certamente. Per le Ferrovie dello Stato abbiamo progettato e realizzato protezioni su misura per il trasporto in sicurezza di interi vagoni ferroviari. Un altro intervento di grande rilievo ha riguardato la protezione delle paratie del MOSE di Venezia: a causa del prolungamento dei tempi di montaggio, i componenti rischiavano il deterioramento dovuto alla prolungata esposizione solare. Siamo intervenuti fornendo e installando speciali “cappucci” sagomati su misura in polietilene termoretraibile, dotati di una specifica protezione contro i raggi UV e il calore.
La sostenibilità è un tema centrale della nostra rubrica. Come si muove Tomolpack tra “moda green” e reale efficacia tecnica dei materiali riciclati?
La sostenibilità per noi non è uno slogan, ma una responsabilità che richiede competenza. Dal 2024 abbiamo attivato una linea di rigenerazione interna che ci consente di recuperare ben il 90% degli scarti produttivi attraverso una filiera interna totalmente controllata. Tuttavia, manteniamo un approccio di massima trasparenza con il mercato: il materiale rigenerato non può essere applicato indistintamente. In alcuni contesti rischierebbe di compromettere le proprietà meccaniche e chimiche necessarie per determinati tipi di imballo industriale.
Dal 2024 abbiamo attivato una linea di rigenerazione interna che ci consente di recuperare ben il 90% degli scarti produttivi.
Chi sono i vostri interlocutori principali e come agevolate il loro lavoro quotidiano?
Ci proponiamo come partner flessibili attraverso la massima disponibilità e la tempestività del servizio. I nostri referenti spaziano dagli uffici tecnici e acquisti fino ai diretti titolari d’azienda. Poiché l’imballaggio è trasversale a ogni settore merceologico — dall’automotive all’immobiliare, fino al chimico — il nostro target è composto per il 70% da trasportatori o imballatori professionali e per il 30% dal cliente finale. Agevoliamo il loro lavoro studiando sagome particolari, come sacchi circolari o cuciti a mano su specifiche commesse per adattarsi a geometrie complesse. Inoltre, forniamo bobine ingegnerizzate specificamente per integrarsi sulle linee di confezionamento automatiche dei nostri clienti.
Quali sono i prossimi passi per lo sviluppo di Tomolpack?
Guardiamo con forte interesse al mercato estero e al comparto dell’industria chimica. In quest’ultimo settore abbiamo già avviato importanti collaborazioni per la fornitura del cosiddetto “secondo imballo” (sacchetti aggiuntivi di protezione). Il nostro obiettivo a breve termine è consolidare la presenza in queste nicchie ad alto valore aggiunto, esportando la medesima precisione sartoriale e tecnica che oggi ci contraddistingue sul mercato nazionale.

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